sabato 11 settembre 2010

IOISA NEWS: Sofia Coppola leone d'oro a Venezia con Somewhere

(per i più bravi, prima di leggere oltre si consiglia di consultare la sinossi del film)

SOMEWHERE ha vinto il Leone d'Oro alla 67ma Mostra del Cinema di Venezia.

SOMEWHERE è un film chiacchierato, perchè racconta in maniera "superficiale" del vuoto di vite dorate e perchè è diretto da Sofia Coppola, figlia di cotanto padre (Francis Ford Coppola), destinata ad una vita dorata per nascita, colpevole di talento e inconvenzionale propensione a raccontare storie di anime sospese, che non vengono da un retroterra fatto di stenti (cosa gradita agli estimatori e critici del cinema d'autore), eppure stentano a trovare sè stesse.

SOMEWHERE è un film garbato, sussurrato. Non perfetto. Bello nel suo tentativo di prendere per mano lo spettatore per portarlo non in una storia, non in un testo, ma in un tableau di sensazioni, quelle del vuoto di una vita come tutte le altre, tranne che per il fatto di essere graziata da fama, soldi e successo. Eppure una vita qualunque.

Ed è proprio nello spazio di vuoto tra quell'essere uomini tra gli uomini, eppure privilegiati, eppure speciali, che i protagonisti di ogni film della Coppola restano sospesi. Un vuoto totalizzante, ma mai privo di una scintilla di speranza (che in questo caso è incarnata nella magnifica interpretazione di Elle Fanning). Dalle Vergini Suicide a Marie-Antoinette, i personaggi – spesso autobiografici – dell'universo di Sofia Coppola, si delineano come fossero divinità cadute dall'Olimpo Greco: straordinari, isolati, fuori posto, sospesi, dai contorni appena tratteggiati, disperatamente umani.

In SOMEWHERE anche la strategia cinematografica è sempre la stessa: immagini squisitamente curate, musica straordinariamente intrecciata alle immagini (a cura di Thomas Mars dei Phoenix, compagno di Sofia), casting eccellente e inconvenzionale, interpretazioni pacate eppure magnifiche, citazioni sussurrate e precise consumate in inquadrature a volte stranamente mesmerizzanti, storia appena abbozzata e spoglia di ogni dettaglio (perchè come tutti sanno "less is more").

In tutto ciò e molto altro la cifra autoriale di Sofia Coppola, figlia d'arte, dea caduta, rea di talento, che non racconta, ma sussurra i film in immagini, che proprio in tutta onestà non mi sento di sminuire perchè "così fan tutti" e che ancora una volta, in punta di piedi, risale la tortuosa strada dell'Olimpo...solo per ridiscenderla ancora, si spera a breve, nel suo prossimo film.

SOMEWHERE il trailer:


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