venerdì 27 novembre 2009

Il Porno salverà il Femminismo? Il nuovo film di Ovidie Histoire de sexe(s)


Di tutti i generi del Cinema il "porno" è quello tradizionalmente meno adatto ad essere candidato nella categoria "cinema d'autore", eppure è quello che, almeno nell'italia dei tardi anni 70 e primi anni 80, ha permesso agli autori di oggi di poter ancora dire di appartenere ad un'industria a tutti gli effetti. Difatti, nell'enorme crisi produttiva di quegli anni, il porno è il genere cinematografico che ha continuato a mantenere alto il livello di produzione e aperte, ad esempio, quelle aziende di post-produzione dal passato glorioso che, senza l'idustria più pruriginosa del pianeta cinema, avrebbero chiuso i battenti da lunga data.

Oggi, che il genere ha lasciato le sale cinematografiche per vedere i suoi profitti prima esplodere e poi progressivamente calare sul web, i tempi sono forse (e sottolineiamo 'forse') maturi per lasciare finalmente spazio ad un discorso autoriale del tutto unico nel suo genere. Agli albori di questa nuova era si affacciano sulla scena nei panni di veri e propri pionieri (ad onor del vero,
per forza delle idee e genialità dei mezzi più stile Charlot ne La Febbre dell'Oro, che eroe del vecchio west alla John Huston), un gruppetto di donne dai nomi d'arte fantasiosi a testimonianza del loro passato di porno star per alcune (Annie Sprinkle, Candida Royalle) e di "sex-positive femministe" per altre (Anna Span, Jessica Nilsson, et. al.).

Dal gruppo è di recente salita agli onori delle cronache (quelle caste dei quotidiani che entrano nelle nostre case la domenica) Ovidie – al secolo
Eloïse Becht –, per il suo ultimo film da regista Histoire de sexe(s). Bella ragazza francese, figlia della borghesia per bene, studentessa di Filosofia, un bel giorno convince famiglia e marito a sostenerla nella sua aspirazione da attrice hard. Nel 2002 scrive il suo Porno Manifesto edito da Flamarion – recensito tra gli altri dal Guardian e Times Magazine –, libello femminista e provocatorre, dichiarazione d'intenti ed anche un pò di guerra ad un'industria del porno che cannibalizza la figura e il corpo femminile. Quasi 8 anni dopo, Ovidie, dietro la macchina da presa, imbastisce la trama di un nuovo "manifesto": quello di un cinema porno nuovo, fatto da donne per le donne, 95% dialoghi e 5% sesso; nelle parole della regista "Histoires de sexe(s) avait pour ambition de s'affranchir des règles de l'industrie pour adulte. Nous aspirions à sortir du ghetto" (Histoire de sexe(s) ha l'ambizione di affrancarsi dalle regole dell'industria per adulti. Aspiriamo ad uscire dal ghetto).

Il film si sviluppa a partire dalla storia di due cene parallele, una di sole ragazze ed una di soli ragazzi, e naturalmente i temi delle conversazioni non possono essere che amore e sesso. Nel 5% di scene esplicite il film si tiene ben lontano dai paradigmi della pornografia classica, niente oscenità o degradazione della figura umana, in particolare della donna. Con il suo film, che ha già causato grande clamore in Francia, Ovidie vuole cominciare a cambiare "quell'approccio misogino" che dice di non amare e descrive il suo lavoro come una sorta di attivismo femminista.

Difatti, Histoire de sexe(s) è stato sottoposto ai comitati di censura francesi per ottenere la classificazione di "vietato ai minori"; questo, che può sembrare un dettaglio, in realtà è un passaggio fondamentale nello sdoganamento del genere e nel cammino verso il riconoscimento di un discorso per ora velatamente autoriale, perchè, dovesse il film superare il verdetto della censura, significherebbe che l'opera uscirà nelle sale di circuito, ovvero fuori da quel ghetto che l'autrice dichiara di voler a tutti i costi lasciare. Sarà per questo che Ovidie ha dichiarato: "credo di essere riuscita a fare, finalmente, un film 'vero' ".

Histoire de sexe(s) è stato trasmesso da French Lovers TV, che lo ha finanziato, e presentato al pubblico in molteplici incontri, uno tra tutti quello all'Università di Bordeaux organizzato dal professore e scrittore Jean-Michel Devésa, a testimonianza del fatto che forse è vero: un certo tipo di cinema erotico-tendente-al-porno, forse sta proprio uscendo dal ghetto le cui pareti, nel terzo millennio, sono fatte di solo web e sexy-shops.

qui alcune clip del film

qui il blog di Ovidie

e qui un'interessante intervista alla regista pubblicata sull'Internazionale


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