La febbre porta consiglio. A letto per improvviso inalzamento della temperatura corporea, a passeggio tra i vicoli del web, ho trovato un documento davvero interessante: nel 1938 alla Walt Disney Productions una giovane artista di nome Mary V. Ford veniva rifiutata per una posizione da disegnatrice perchè SOLO "giovani uomini" erano assunti con quella qualifica! Le donne al massimo potevano colorare i fotogrammi o ripassare i contorni dei disegni con l'inchiostro nero.Leggendo la lettera (qui di fianco in foto) pubblicata su flickr da Kevin Burg – nipote della sig.ra Ford – ho cominciato a riflettere sul ruolo delle donne nell'industria del cinema pre- e post- guerre mondiali. Difatti, se poco prima della guerra la sig.na Ford veniva brutalmente rifiutata sulla sola base del suo sesso di appartenenza, a guerra scoppiata, quando i "giovani uomini" menzionati nella lettera scarseggiavano perchè al fronte, la stessa sig.na Ford veniva finalmente assunta come artista e disegnatrice. Non a caso già durante la I guerra mondiale e con maggior enfasi durante la II, d'un tratto le donne rimaste a casa diventano "consumatrici" verso le quali l'industria del cinema, – insieme a tutte le altre – comincia a nutrire interesse. Essenzialmente le donne cominciano a ricoprire i posti di lavoro che gli uomini al fronte avevano lasciato vancanti, quindi cominciano a guadagnare e a spendere, che tradotto attraverso la logica di un economia capitalista significa che le donne cominciano ad esistere.
Ma mentre nel mondo della regia per così dire "classica" le donne erano gia ampiamente rappresentate ante-guerre mondiali (Alice Guy-Blaché, Lois Weber, Dorothy Arzner, Germaine Dulac, Maya Deren, Elvira Notari, solo per nominarne alcune) il mondo dell'animazione rimaneva una questione per soli uomini, come prova questa lettera, molto bella a vedersi, ma non altrettanto bella a leggersi.
Ed oggi?
A seguire un episodio "vintage" di Popeye animato anche da Lillian Friedman, la quale dopo 5 anni di lavoro agli studi Fleischer, ricevette la stessa lettera di rifiuto dalla Disney.
Popeye "Can You Take It", 1934




